Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

per la mia vita, e poi torno a casa e vedo questo.»

Fece un gesto verso di lei.

«Te che ti aggiri come un fantasma e ti lamenti perché non ho chiamato.»

«Sono tua moglie.»

La sua voce tremò, poi si calmò.

«Dovrei preoccuparmi. Dovrei amarti.»

Lorenzo si voltò verso di lei.

La crudeltà nei suoi occhi era quella che solitamente riservava ai nemici.

Il sangue, l’adrenalina, la sfinimento, la paura e la paranoia di quella notte lo avevano seguito attraverso la porta d’ingresso.

Voleva allontanare Vivian.

Voleva l’isolamento.

Voleva