Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

solo nella sua cella cupa e sterile a mezzanotte, ascoltando il suono lento e incessante del gocciolamento di un tubo difettoso, che ricordava inquietantemente il ticchettio dell’orologio nel suo vecchio atrio nella Valle dell’Hudson.

Fuori dalle mura della prigione, il sindacato Falcone non era altro che un ammonimento, bisbigliato negli angoli bui del mondo sotterraneo: un severo promemoria di un impero costruito su…

…sabbia, che si è sgretolato nel momento stesso in cui il vero genio se n’è andato.

Il nuovo impero finanziario di Vivian fiorì in tutto il mondo,