Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

finanziando orfanotrofi, fondazioni artistiche e imprese legittime che la resero una rispettata filantropa e un’icona intoccabile di moderna indipendenza sovrana e forza.

Non si risposò mai più, scegliendo di guidare la propria vita con un cuore aperto, un intelletto incrollabile e uno spirito saldo che nessun uomo avrebbe mai più potuto sottomettere, sminuire o dare per scontato.

E nella sua fredda e solitaria cella, Lorenzo Falcone comprese infine il vero prezzo della sua spietata arroganza — imparando troppo tardi che l’unico tesoro che valesse la pena custodire nella vita era quell’anima