Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

dalla luce dorata del mattino, apparendo completamente serena e libera.

Non guardava la sua partenza con rabbia o trionfo; guardava semplicemente mentre svaniva come un fantasma da una vita precedente, da cui era riuscita a distaccarsi, lasciandolo solo ad affrontare il peso schiacciante di un rimpianto eterno.

Gli anni passarono dietro le pesanti sbarre di ferro di un carcere federale di massimo sicurezza, dove il potere non si misurava con il sangue o il territorio, ma con il silenzio assoluto e il tormento infinito di ricordi inevitabili.

Lorenzo sedeva da