dalla luce dorata del mattino, apparendo completamente serena e libera.
Non guardava la sua partenza con rabbia o trionfo; guardava semplicemente mentre svaniva come un fantasma da una vita precedente, da cui era riuscita a distaccarsi, lasciandolo solo ad affrontare il peso schiacciante di un rimpianto eterno.
Gli anni passarono dietro le pesanti sbarre di ferro di un carcere federale di massimo sicurezza, dove il potere non si misurava con il sangue o il territorio, ma con il silenzio assoluto e il tormento infinito di ricordi inevitabili.
Lorenzo sedeva da