mano, fermandolo sul posto. Quel gesto sottile aveva più autorità di una squadra di picchiatori armati, costringendo il temibile vicecapo del sindacato a fermarsi all’istante.
«Non farlo» disse dolcemente. «Non ti è rimasto più nulla qui, Lorenzo. L’uomo che è entrato in questo ufficio è una reliquia di un impero morente che hai distrutto…
…con la tua stessa arroganza.»
«Mi sono sbagliato» confessò Lorenzo, e quelle parole sapevano di cenere amara in bocca mentre ammetteva la sua debolezza più profonda. «Ero cieco, paranoico e stonavo in una vita che mi