Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.


Vicino alle finestre a tutt’altezza, di spalle, cercava Vivian. Indossava un tailleur pantalone grigio grafite che emanava assoluto potere, e i suoi capelli scuri ricadevano in onde impeccabili lungo la schiena.


Non si voltò subito, come se si aspettasse il suo arrivo molto prima che suonasse il campanello dell’ascensore. Il silenzio nella lussuosa stanza era pesante, denso di tre anni di dolore inespresso e…


…tradimento.


«Sei diventato negligente, Lorenzo» disse Vivian con calma, la sua voce era liscia e priva del calore di un tempo. Alla fine si voltò, e