che sovrastava la città. Le guardie in eleganti abiti neri si fecero avanti all’istante, bloccando loro l’ingresso con fredda e professionale efficacia.
Lorenzo si fece strada oltre le guardie con ferma e disperata risolutezza, ignorando i loro avvertimenti e dirigendosi verso l’ascensore privato. Matteo lo seguiva da vicino, sussurrando avvertimenti disperati che Lorenzo decise di ignorare completamente.
L’ascensore emise un leggero ronzio quando raggiunse l’attico all’ultimo piano. Le porte si aprirono, rivelando un ufficio soleggiato e mozzafiato, pieno di arte moderna, design minimalista e una vista panoramica sul porto scintillante.