loro all’infinito come un nastro nero nella pallida luce della luna. Lorenzo guardava fuori dal finistrino, riproducendo nella mente ogni singola parola crudele che aveva rivolto a Vivian quella memorabile e tempestosa notte.
Si ricordò del suono strazziante della sua voce quando aveva sussurrato: «Sono tua moglie». Quel ricordo era come una scheggia materiale che gli lacerava il petto, ricordandogli ciò che aveva respinto con tanta leggerezza.
L’alba sorse sopra il porto di Boston mentre la loro macchina si fermava…
…davanti a quel miracolo di architettura in vetro e acciaio