Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

loro all’infinito come un nastro nero nella pallida luce della luna. Lorenzo guardava fuori dal finistrino, riproducendo nella mente ogni singola parola crudele che aveva rivolto a Vivian quella memorabile e tempestosa notte.


Si ricordò del suono strazziante della sua voce quando aveva sussurrato: «Sono tua moglie». Quel ricordo era come una scheggia materiale che gli lacerava il petto, ricordandogli ciò che aveva respinto con tanta leggerezza.


L’alba sorse sopra il porto di Boston mentre la loro macchina si fermava…


…davanti a quel miracolo di architettura in vetro e acciaio