situata sulle colline isolate della Valle dell’Hudson, doveva essere una fortezza. Per Lorenzo era esattamente questo: cancelli in ferro, vetro blindato, guardie armate e molteplici livelli di sicurezza a protezione dell’erede di un impero criminale.
Per Vivian, invece, era diventata una tomba rivestita di velluto.
Erano le 2:00 del mattino di una notte tra martedì e mercoledì, sotto una pioggia battente.
L’orologio a pendolo nel corridoio rivestito in mogano scandiva il passare dei secondi con un ritmo lento e inesorabile, che sembrava echeggiare il vuoto battito nel petto di