Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

situata sulle colline isolate della Valle dell’Hudson, doveva essere una fortezza. Per Lorenzo era esattamente questo: cancelli in ferro, vetro blindato, guardie armate e molteplici livelli di sicurezza a protezione dell’erede di un impero criminale.

Per Vivian, invece, era diventata una tomba rivestita di velluto.

Erano le 2:00 del mattino di una notte tra martedì e mercoledì, sotto una pioggia battente.

L’orologio a pendolo nel corridoio rivestito in mogano scandiva il passare dei secondi con un ritmo lento e inesorabile, che sembrava echeggiare il vuoto battito nel petto di