Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

velluto contenente alcuni gioielli appartenuti a sua madre. Lasciò le borse firmate, gli abiti costosi e tutto ciò che Lorenzo le avesse mai comprato.

Alle 2:47, Vivian posò la fede nuziale sul comodino. Sotto di essa lasciò un biglietto scritto a mano: «Mi hai detto che non mi hai mai amata, Lorenzo. Ti credo…

…ora, quindi non dovrai mai più vedermi.»

Scese le scale portando con sé solo una piccola valigia. Le guardie all’ingresso sembravano confuse, ma Vivian spiegò loro con calma che Lorenzo le aveva ordinato di andarsene.