Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

Nessuno osò fare domande.

Quando il cancello in ferro si aprì, la pioggia inghiottì la sua figura quasi all’istante. Vivian salì sull’auto che l’attendeva e guardò la residenza per l’ultima volta. Si aspettava che il suo cuore si spezzasse, ma al suo posto provò qualcosa che non sentiva da anni.

Libertà.

Di sopra, Lorenzo rimase nello studio, convinto di essersi finalmente liberato di una debolezza dalla sua vita. Ma quando arrivò il mattino, il lato vuoto del letto iniziò a inquietarlo. Fu allora che Matteo irruppe nella stanza con una