Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

una parola, e i suoi passi svanirono nel lungo corridoio.

Nella loro camera da letto, Vivian chiuse la porta e vi si appoggiò contro. Non scoppiò subito a piangere. Si limitò a fissare le fotografie sparse per la stanza: il giorno del loro matrimonio, il loro primo Natale insieme, le mattine silenziose in cui credeva che i suoi rari sorrisi fossero sinceri.

Poi aprì l’armadio.

Prese solo lo stretto necessario da poter portare con sé.

Due abiti, poche camicie, un paio di scarpe, il passaporto e un piccolo cofanetto di