Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

non dire così.»

«È la verità.»

Si sporse più vicino.

«Ti ho sposata per il territorio. Ti tollero per le apparenze.»

La sua voce si fece più gelida.

«Ma l’amore?»

Il volto di Vivian sbiancò.

«Sei una ragazza ingenua e stupida, se hai mai pensato che fossi capace di amarti.»

La guardò dritto negli occhi.

«Non ti ho mai amata, Vivian.»

Poi, come se quelle parole non fossero bastate, continuò:

«Mio Dio, in questo momento riesco a malapena a guardarti.»

PARTE 2: Vivian rimase completamente immobile dopo le ultime parole