Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

tollerava perché, sotto la scorza brutale di Lorenzo, Vivian credeva che ci fosse ancora una piccola scintilla di umanità, appartenente solo a lei.

«Ero preoccupata» disse a bassa voce.

La sua voce quasi si perse nel vento.

«Non hai chiamato. Matteo non rispondeva al telefono. Pensavo che l’incontro con la famiglia Moretti fosse andato male.»

Lorenzo si avvicinò alla credenza e versò tre dita di scotch ambrato in un bicchiere di cristallo.

Lo mandò giù in un solo sorso.

L’alcol non servì a sciogliere ciò che si era indurito dentro