Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

il vialetto vuoto, dove l’auto di Vivian era svanita qualche ora prima. Il suo lato dell’armadio era quasi vuoto, e quella vista gli strinse il petto con una sensazione sconosciuta. Continuava a ripetersi che fosse rabbia, ma nel profondo sapeva che era qualcos’altro.

Matteo entrò in silenzio, stringendo una spessa cartellina contro il petto. «Capo, abbiamo un altro problema.» Lorenzo si voltò di scatto, aspettandosi notizie sulla famiglia Moretti. Invece, Matteo posò la cartellina sulla scrivania e la aprì, mostrando diversi documenti recanti il nome di Vivian.

«Che cos’è?» chiese