Quando il spietato erede del sindacato della Costa Orientale, Lorenzo Falcone, privò crudelmente della vita la sua devota e segretamente brillante moglie Vivian durante una tempestosa notte nella valle dell’Hudson, pronunciando cinque parole strazianti che portarono a un totale disastro, al crollo del federalismo, a tradimenti interni e a una spaventosa guerra con la famiglia Moretti, non si sarebbe mai aspettato che la silenziosa donna, svanita nella pioggia, sarebbe risorta dalle ceneri come sovrana architetta di un nuovo impero sotterraneo, lasciandolo solo con il gusto amaro della rovina totale, una solitudine inesorabile e un eterno, perenne rimpianto, arrivato decisamente troppo tardi per sperare in una qualsiasi forma di totale redenzione e salvezza.

Boston, circondata da figure di spicco che ascoltavano attentamente ogni sua parola. Il suo portamento era regale, lo sguardo acuto e il suo stile di leadership ispirava senza sforzo un rispetto assoluto.


Uno dei suoi consiglieri più anziani fece scivolare sul tavolo di mogano lucidato una cartellina che descriveva la situazione disperata di Lorenzo. Il sindacato Falcone si trovava ufficialmente sull’orlo della liquidazione totale e della completa esclusione dalle attività criminali.


Vivian aprì lentamente…


…la cartellina, le sue dita sfiorarono il bordo della carta. Nei suoi scuri occhi balenò per