E invece della rabbia…
Si è offerta.
«È mia sorella», disse a bassa voce, alzandosi. La sua voce era ferma. «Non l’avrei mai lasciata così.»
Non riuscivo a respirare.
«Ti ho trattato così crudelmente», dissi con voce strozzata. «Ieri, io…»
«Eri spaventata», disse dolcemente. «Avevi sedici anni. E ieri… eri ancora spaventata.»
Nella sua voce non c’era traccia di amarezza.
Solo comprensione.
Era diventata una donna con una forza che io non avevo alla sua età. Un cuore abbastanza grande da provare compassione per la madre che l’aveva abbandonata.
Il